Back to school.

 Ci siamo, il temporale di stanotte ha annunciato che è finita per davvero.

Lunedì prossimo comincio la mia nuova avventura professionale in una nuova agenzia. Sono agitata come quando dovevo cominciare il liceo. Se poi ci metti che coincide anche con la fine dell’estate – non tanto delle vacanze che in realtà quest’anno nemmeno ho fatto – l’ansia è ancora più amplificata.

Quando ero giovane giovane, all’inizio di settembre si andava in cartoleria a rinnovare il corredo scolastico: diario, quaderno, penne, astuccio e se il budget lo prevedeva anche una cartella nuova di zecca. E siccome siamo rimasti ancora ragazzi o, giusto per darci un tono, fanciullini di pascoliana memoria, ecco io in questi giorni mi guardo in giro e vorrei tanto comprare qualcosa per rinnovare il corredo da ufficio, tipo una borsa, come questa.

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L’estate sta finendo.

 Giusto una spolveratina, perché qui non si passa da un po’ e le ragnatele la fanno da padrone.

E poi, volevamo saltare a piè pari il mese di luglio? Naaa. Per un pelo però.

 Anche quest’estate comincerà quando ormai sta finendo, ma non è una lamentela, anzi, questo mese di luglio è stato foriero di buone notizie dal fronte lavorativo. Ancora un mese di vacanze e a settembre si ricomincia, sul serio questa volta: in una nuova agenzia, con nuovi colleghi e nuovi clienti.

Sono sicura che rimpiangerò questo anno quasi sabbatico, rabattandomi tra il negozio e freelance vissuti come manna dal cielo. Del resto, la sicurezza, come la libertà, ha il suo prezzo e per il momento preferisco pagarlo. 

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Io dico sì.

 

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Evasioni da freelance momentaneamente senza lavoro o, a scelta, da casalinga disperata.

 Siccome non mi piace lamentarmi troppo oggi do una svolta frivola al blog.

Da quando è scoppiata la primavera più soleggiata della storia del Nord Italia sono rimasta senza occhiali da sole.

Prima che scoppiasse la primavera più soleggiata.. etc. ho rotto i miei splendidi occhiali cat’s eye vintage, acquistati l’anno scorso. Inutili i tentativi per riparararli. Ho resistito fino ad adesso senza, anche perché per me non è semplice trovare gli occhiali giusti, sono tutti sempre troppo grandi, ma oggi sono rimasta folgorata da questi e senza pensarci due volte li ho comprati.

 

Ringrazio The Cherry Blossom Girl per avermeli fatti scoprire.

 

 

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Quando tutto è buio anche se fuori c’è il sole.

 Vorrei scrivere di quanto sia importante questo cambiamento, vorrei scrivere di come sia contenta oggi, di essere residente a Milano. Vorrei anche raccontare della gioia per la nascita della figlia di mio fratello, mia nipote, avvenuta tra l’altro proprio il giorno di Pasqua. Vorrei anche provare un po’ di felicità per l’evento. Non ce la faccio però. Appena smetto di lavorare per un po’ è come se mi si togliesse il caricabatterie. Oggi mi sento spenta, sfiduciata e seriamente preoccupata. Il lavoro non gira come dovrebbe e ci sono momenti come questo che mi sembra che il resto del mondo vada avanti e ce la faccia e io rimango qui, sola, destinata a implodere su me stessa.

E come se non bastasse, venerdì vado a Palermo a conoscere la nipote e a fingere che tutto vada bene.

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Waiting for Sofia.

 Al telefono, con mia madre:

M: Hai sentito tuo fratello? Hanno fatto l’ecografia e la bambina pesa già due chili e ottocento grammi. Il ginecoloco gli ha detto che nascerà sui quattro chili.

Io: mmmh, bella in carne già alla nascita.

M: Sì, come te e tuo fratello. Secondo me nascerà prima del 20 aprile.

Io: Ma perché dovrebbe nascere prima del 20 se il termine è il 28?

M: Non so, me lo sento.

 

In verità mia madre non "si sente niente", è solo che lei desidera ardentemente che la sua prima nipote nasca lo stesso giorno del suo compleanno che cade il 15 di aprile o, mal che vada, che almeno nasca sotto il segno dell’ariete. Questa conversazione è avvenuta circa un mesetto fa, la bimba sguazza ancora placidamente nella pancia di sua madre e non sta dando alcun segnale di voler nascere prima. 

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Oggi è una festa.

 Ricordarci da dove arriviamo può farci andare avanti.

Io lo spero davvero.

 

Buon 150°compleanno a tutti noi.

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Non è una festa.

 Oggi, invece di festeggiare (che non c’è proprio niente da festeggiare) sarebbe bello riflettere su un po’ di cose.

Su quello che è stato fatto e su quello che ancora c’è da fare, che la strada è ancora lunga.

Ma sarebbe il caso di riflettere anche sul rispetto per noi stesse. Se non impariamo ad avercelo noi per prime in quanto donne ma soprattutto persone, sarà difficile ottenerlo dall’altra metà del cielo. 

 

Invece della mimosa, ho comprato questo libro: Bugiarda no, reticente di Franca Valeri, una donna che ammiro tantissimo per la sua intelligenza e ironia. Una da cui trarre esempio.

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February highlights.

Giusto per non lasciare un vuoto, perché se poi vado a guardare l’archivio, fra qualche anno, e mi accorgo che non esiste nulla sotto il mese di febbraio mi deprimo irrimediabilmente. 

 

. La commessa titolare di ruolo ha dato le dimissioni e così sono subentrata io in negozio a tempo pieno. 

 

. Ho imparato tante cose molto interessanti sulla gestione del magazzino: carico/scarico, storage, resi etc.

 

. Nel frattempo ho portato avanti alcuni lavori copy freelance. Di giorno commessa, di notte copywriter. Non ho mai lavorato così tanto come da quando sono disoccupata.

 

. E’ arrivata una nuova commessa e io ho dovuto affiancarla e farle un po’ di formazione. Da apprendista a supervisor in soli due mesi, mai pensato di fare carriera icosì velocemente.

 

. I miei genitori sono venuti a MIlano per festeggiare il mio compleanno. Doveva essere una sorpresa ma mia cognata, inconsapevolmente, mi ha raccontato tutto. Io sono stata lo stesso al gioco perché so quanto ci tengano i miei a fare le sorprese per i compleanni. La mia espressione di stupore quando me li sono ritrovati davanti avrebbe meritato la candidatura all’oscar.

 

. Ho spento 39 candeline, ma non mi sento troppo depressa per questo. Voglio godermi il mio ultimo anno da trentenne e pensare che tutto sommato mi sto avvicinando agli "anta" senza troppe rughe e cellulite.

 

. Mi sento ancora giovane del resto, sicuramente nello spirito. Ho raggiunto questa consapevolezza sabato scorso, mentre guardavo Black Swan al cinema. Dopo la visione, infatti, mi è venuta un’irrefrenabile voglia di uscire dal cinema piroettando sulle punte, proprio come nella Coda di Odile. Lo stesso tipo di entusiasmo l’ho vissuto durante gli anni della mia preadolescenza, quando in Tv davano Mimì Ayuara e io volevo diventare una campionessa di Volley. Ora, come allora, so benissimo che l’entusiasmo si spegnerà alla prima contrattura muscolare.

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La disordinata vita del freelance.

 Non è che sono scomparsa di nuovo perché non ho più voglia di scrivere è solo che questo inizio dell’anno è stato e continua ad essere parecchio impegnativo.

Ho le occhiaie che mi coprono tutta la faccia, i capelli senza forma (grazie anche a questa simpatica nebbiolina) e un senso di stanchezza diffuso che si esprime con sintomatologia diversa: dolori al collo, alla schiena, alle gambe, alla pancia.

La palla di polvere dello spot Swiffer ha trovato rifugio in casa mia e non intende sloggiare. Come fa a crearsi tutta questa polvere e disordine in una casa vissuta solo alla sera? Misteri.

Se guardo però indietro a un anno fa, quando tutto aveva un suo ordine e metodo e i weekend erano fatti per riposarsi e in casa era tutto pulito, mancava una cosa fondamentale: quella scintilla, quel senso di eccitazione, quel non-so-che che ti fa amare quello che fai e te lo fa fare bene. E non è poco.

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